domenica 30 maggio 2010

Primo giorno di scuola ... ultima parte


….oramai sono eccitata come poche altre volte nella mia vita, voglio quel palo di carne dentro di me, lo attiro a me, le mie mani lo stringono forte, lo sento pulsare di vita propria, lo avverto grosso, duro, è pronto.
La mia fica bolle di desiderio, le mie mutandine si riempiono dei miei umori, i capezzoli premono contro la stoffa del reggiseno, duri come pietre ed ho la sensazione che le mie tette stiano, da sole, cercando la strada per uscire dalla loro prigione di stoffa.
’Sono eccitata, come raramente mi capita di esserlo. Sento la voce di Paolo che mi chiede di entrare dentro di me, sento l’interno delle mie cosce bagnarsi sempre più.
Sento i capezzoli farmi male. Il cazzo del ragazzo sembra vivere di vita propria, si gonfia ed indurisce all’inverosimile sotto le mie mani.
“ahhhhhh” sospira e con un filo di voce mi dice: “fammi entrare in te”.
Il desiderio che si è acceso mi fa delirare. Non mi rendo conto di quello che sta accadendo, inizio, lentamente, ad andare su e giù lungo l’asta che tengo in mano, in risposta ai suoi movimenti. Paolo inizia a gemere. “ahhh…siiiiii” ed allunga una mano verso il mio corpo.
Accarezza le cosce da dietro, sale fino al culo. Lo tasta e ne sente la consistenza. Sodo come la pietra. Scivola tra le mie cosce ed insinua le dita sotto le mie mutandine.
Quello che trova è una fica bagnata all’inverosimile, leggermente dischiusa per il desiderio. Poggia un dito tra le grandi labbra e sento un fremito che mi pervade il corpo. Spinge leggermente e mi penetra con la prima falange. Un lungo sospiro mi sfugge ooohhh.
Un dito insinuatosi dentro di me ruota veloce nella mia fica e poi improvvisamente affonda strappandomi un grido di piacere, poi inizia un lento movimento su e giù mandandola fuori di testa. “ahhhh….uhmmmmmm” gemo sommessamente mentre continua la dolcissima masturbazione del membro di lui.
D’improvviso le dita nella mia fica diventano due, avverto la spinta dentro la mia intimità più segreta, sento le nocche toccare le grandi labbra, un nuovo fremito mi sconvolge tutta, il mio corpo è scosso da una serie di lunghe scariche di piacere che si riversano dalla mia fica verso il mio cervello.
“siiiiii….che belloooooooooooooooooo……siiiiiiiiiiiiiii” urlo godendo a pieno di quelle carezze.
E’ certo che quel ragazzo ci sa fare per come muove, con maestria le dita dentro di me.
Paolo estrae le dita completamente bagnate dai copiosi umori che sono fuoriusciti dal mio corpo per poi affondare nuovamente.
Questa volta fa una cosa che mi lascia a bocca aperta con il fiato spezzato in gola e gli occhi sbarrati dal desiderio. Il ragazzo, con un’unica mossa, pianta il proprio pollice nella mia fica grondante e punta diritto l’indice contro il mio buchino posteriore, infilandolo per metà dentro il mioculo ed iniziando a muovere le dita in sincrono in entrambi i buchi.
“oddiooooooooooooooooo” urlo, ma questa volta non voglio arrendermi e porto le mie labbra verso il glande del ragazzo.
Mi piego su di lui ed inizio a leccare quella maestosa cappella. La punta della mia lingua passa per tutta la circonferenza bagnandola di saliva.
“uhmmmmm…. Che lingua morbida” …..“ahhhh….siiiii….. che bellooooooooooooo” inizia a gemere Paolo.
Questo suo movimento fa impazzire il giovane, che non riesce più a controllarsi, la situazione è sotto il mio controllo. Dopo averlo a lungo spompinato ,decido di alzarmi e allargando le grandi labbra mi sposto sopra di lui, accompagnandolo lo faccio entrare dentro di me.
Vedo la punta violacea contro l’ingresso della mia fica calda e bagnata, inizio a muovere il bacino per permettergli di entrare dentro di me.
La sensazione che mi pervade è fantastica, sento il cazzo farsi strada in me, ne assaporo ogni istante, Paolo ora mi bacia le tette i miei capezzoli sono stretti dalle sue labbra, i suoi denti mordono dolcemente i miei capezzoli.
Mi muovo lentamente sopra di lui, compiendo piccoli movimenti rotatori con il bacino, sento le pareti della mia fica sollecitate dal cazzo di Paolo, poi decido di cambiare e poggiandogli le mani sul petto inizio a saltellare, salendo con il bacino fino al punto di lasciarmi dentro solo la cappella per poi abbattermi di colpo su di lui ,facendo affondare quel cazzo completamente dentro di me.
“ahhhhhh….siiiiiii….. che belloooooooooooo” iniziamo ad urlare, le nostre voci si confondono insieme, l’orgasmo ci travolge entrambi ….
Stupendo... Mi abbraccio a lui sfinita…

giovedì 27 maggio 2010

Primo giorno di scuola ..... terza parte


Mi ci vuole qualche minuto per riprendermi, decido di fargli vedere quello che so fare. Le mie mani si portano sulla sua patta, fanno scendere la cerniera e liberano il suo pene maestoso. E' veramente bello. Inizio a leccare l’asta di lato, mentre con una mano inizio a masturbarlo e con l’altra gli accarezzo, stringendole un pò, le sue palle.
Quel cazzo meraviglioso emana un profumo di sesso. Il mio desiderio più grande e' quello di portarlo al massimo dell’eccitazione. La mia lingua si sposta veloce dal basso verso l’alto…su e giù.
La mia bocca succhia prima una sua palla, poi l’altra, sempre masturbandolo con la mano. Poi passo con la lingua sul frenulo facendolo sobbalzare per il piacere; inizio a inumidire la cappella, ripulendola dalle goccioline di liquido che la imperlano.
La mia lingua lecca la punta come si lecca un gelato e ogni tanto alzo lo sguardo verso di lui. Il suo volto esprime felicità e gioia, i suoi occhi sono semi chiusi, le sue labbra oltre ai gemiti di piacere si lasciano sfuggire alcune parole “Dai prendilo in bocca bene…così…da brava…ahhhh che bello!! Sei proprio brava, che goduria…!!” A queste parole decido di mettere finalmente in bocca quel cazzo.
La sua reazione si manifesta con un urlo di approvazione, mi stacco per un attimo, ma lui mi chiede di continuare, di non fermarmi, mi chino e lo riprendo in bocca. Torno a pomparlo di buona lena, cercando di ficcarlo il più possibile in fondo alla gola. Paolo apprezza molto, i suoi sospiri cominciano ad aumentare, lo sento, sta arrivando al suo limite e tra poco sarebbe esploso. Questo pensiero accresce a dismisura la sua voglia di sentirlo venire tra le mie labbra. Sento che sta per far schizzare finalmente quel palo di carne; due secondi ancora e finalmente Paolo emette un lungo rantolo di piacere e dalla cappella di quel grosso cazzo iniziano a zampillare fiotti di sperma che finiscono ovunque. Cerco di berne più che posso, ma la violenza degli spruzzi non mi permette di riuscire nel mio intento. Alcuni schizzi finiscono sul mio seno, un altro mi colpisce la base del collo ed una ciocca di capelli, ma la maggioranza dello sperma finisce nella mia gola. Ha un sapore che mi inebria..... Mai avevo bevuto un nettare più dolce!!!
Continua.....

martedì 18 maggio 2010

Primo giorno di scuola..... continua- III parte




Oggi c'è compito in classe, i ragazzi sono tutti concentrati sul compito, io mi guardo intorno e i miei occhi si fermano sul giovane alunno. La mia mano si sposta sul mio seno, poi scende verso il basso insinuandosi sotto la gonna. Raggiunto l’orlo delle calze autoreggenti, passo rapidamente oltre, alzo gli occhi e vedo che mi sta guardando, la mia voluttà aumenta, sposto la gonna e la faccio salire mostrando, al mio giovane, il mio fiore completamente libero, senza mutande.
Vedo i suoi occhi sgranarsi e diventare enormi, la sua mano corre alla patta dei pantaloni, abbassa la cerniera e il suo bellissimo pene si erge maestoso alla mia vista….
Mi sveglio tutta eccitata e bagnata, le mie dita nella figa si muovono veloci in un movimento fantastico portandomi ad un godimento sconvolgente.
Era solo un sogno,ma era l'espressione dei miei desideri.
Voglio intensamente Paolo, lo voglio dentro di me, voglio sentire il suo cazzo che affonda dentro il mio corpo, voglio che mi inondi tutta con il suo piacere, devo trovare il modo.
Il destino mi fornisce l’occasione. Oggi a scuola i ragazzi hanno deciso di far sciopero, io mi reco in aula ed in classe trovo solo lui.
Immediatamente i miei sensi si accendono, sento la mia femminilità pervasa da stille di piacere, mi siedo alla cattedra ed inizio a parlare, ma non riesco a staccare gli occhi da lui e dai suoi pantaloni. La sua patta è gonfia, è eccitato! Mi alzo e gli passo davanti gli chiedo cosa vogliamo fare e lui mi risponde che vorrebbe verificare alcuni argomenti del programma.
Mi sento delusa ma decido di assecondarlo, mi siedo alla cattedra e inizio la mia spiegazione, lui è attento, poi si alza e si dirige verso la porta la chiude, si volta e viene verso di me. Inizia a parlarmi e mi dice che è dalla prima volta che mi ha vista che pensa solo a me, a come spogliarmi per vedere il mio corpo nudo, vuol vedere le mie tette, baciarmi in mezzo alle gambe.
Sono scioccata. Ma sono talmente eccitata che non riesco a dire nulla, mi arriva vicino, le sue mani corrono veloci verso i bottoni della camicetta e ben presto le mie tette sono tra le sue mani. Solo la stoffa del reggiseno separa le sue dita dalla mia pelle, ma dura poco, ben presto le sue dita toccano il mio capezzolo, che si erge duro e forte. Poi è la volta delle sue labbra, la sua bocca sembra di fuoco, la sua lingua mi fa impazzire, non oso pensare cosa potrebbe accadere se arrivasse alle mie grandi labbra.
Il piacere sgorga da dentro di me, le sue mani raggiungono le mie mutandine, le oltrepassano e raggiungono il solco del mio piacere, e lui si accorge di quanto io sia bagnata.
Sento un gridolino di eccitazione scaturire dalle sue labbra, mi prende e mi tira sulla cattedra, mi sposta le mutandine ed allargandomi le gambe inizia a leccare. L’ingresso della sua lingua in me mi fa perdere completamente la testa. Ben presto oltre alla lingua sento dentro di me le sue dita. L’effetto è sconvolgente, un orgasmo incredibile per durata mi sconvolge tutta, non credevo che avrei mai potuto godere così tanto e a lungo....continua

lunedì 17 maggio 2010

Primo giorno di scuola.. continua


Si , ne sono sicura, lui potrebbe essere più bravo di me...
In quel momento una smania mi assale, improvvisa, incontenibile.
Desidero assaporare il suo ardore di giovane ragazzo con modi anche maldestri e privi di esperienza, ma in grado di trasmettermi una veemenza nuova, una foga ed un fervore diversi da quelli che avevo provato fino ad allora.
Il mio pensiero, mentre sono in toilette e mentre assaporo quella gioia inaspettata, corre verso il suo sguardo eccitato, intrigante , provocante, che voleva insistentemente andare oltre ciò che le mie gambe a stento nascondevano.
Ciò a cui ogni uomo ambisce in una donna.
Sentire e godere della sua femminilità, gustare il suo sapore e procurarle gioia ed emozioni.
Rivedo ancora nel mio pensiero lo sguardo malizioso dello studente, uno sguardo penetrante, profondo, che sembrava entrare in me. Sensuale, erotico ed eccitante.
I suoi occhi scuri che sembravano giocare tra le mie gambe dischiuse e desiderabili.
Le mie mutandine che sembravano quasi aprirsi per permettere a lui di farsi spazio ed osservare ciò che di più bello tra le mie gambe nascondevo.
Mentre ripercorro con il pensiero quella scena di poco fa, un tremore mi lambisce la schiena e percorre il mio corpo intensamente.
E' il fremito, è il turbamento, è il sussulto della mia emozione più intensa che invade me ancora una volta.... Mentre le dita della mia mano sinistra accarezzano e stringono le mie grandi labbra, , giocano ancora una volta con loro. La mano destra si ferma vogliosa sul mio seno eccitato, lo sfioro dolcemente.
Lo sento farsi duro lentamente, sotto il tocco dolce e deciso della mia mano. Gioco un pò con il capezzolo che diventa turgido e che sento ardere dal desiderio di essere lambito da una bocca focosa ed appassionata.
Chiudo gli occhi in quel momento ed immagino le mani impetuose e possenti del ragazzo su di me. Forti, decise e coinvolgenti.
Catturo e subito dopo stringo con una maggiore intensità il mio seno, con una leggera brutalità, presa da quella scena.
Abbasso il mio capo mentre le mie mani lo afferrano e lo sollevano.
La mia lingua lambisce il capezzolo e la bocca fremente ed avida gode il suo sapore.
Sono una donna che non nasconde mai le sue voglie più inconfessabili. E' da sciocchi nasconderle e reprimerle.
Non riesco a controllarmi... Quegli attimi mi procurano un piacere immenso, da godere intensamente.
Sento la mia fica ancora una volta bagnarsi e il liquido scorrere.
Un gemito incontrollabile più forte degli altri fugge libero dalla mia bocca avida e vorace. Non riesco nemmeno questa volta a reprimerlo, a tenerlo dentro di me.
Un gemito liberatorio che nasconde in sè tutte le mie voglie di giovane prof.
I miei desideri e la mia euforia aumentano ancora, simili a fiumi impetuosi nelle giornate di intensa pioggia.
" Ti voglio, ti voglio".....
Guardo l'orologio. Sebbene al culmine della mia bramosia, in quel momento sono costretta a fermarmi.
Devo andare, ho lezione in un'altra classe adesso. Devo darmi un contegno, contenere i miei fremiti di passione e non lasciare che i miei desideri più nascosti in quel momento prendano il sopravvento.
Poi potrò raggiungere il culmine della mia passione, ma non adesso.
Ho ancora alcune ore di lezione con i ragazzi. La mattinata di lavoro non è ancora giunta al termine.
Afferro con le mani le mutandine di pizzo trasparenti che erano scese giù in terra e le tiro su.
Tento di ricompormi, di darmi un contegno da insegnante per " bene"...

giovedì 13 maggio 2010

Primo giorno di scuola




Sono emozionata, eccitata e felice oggi per me è un giorno speciale, finalmente inizio ad insegnare. La giornata si presenta classica e grigia come solo le mattine di novembre possono essere.
Ho appena fatto colazione, sono seduta con indosso solo un perizoma ed una maglietta aderente, non so decidermi su come vestirmi, cosa sia più giusto mettermi.
Devo dare la giusta impressione, dopotutto sono un insegnante di quasi 29 anni, bella e piacente direi modestamente.
La classe dove devo recarmi è una seconda liceo di una scuola di un paesino.
Decido di indossare una gonna sobria con spacco, una camicetta bianca di pizzo, sotto calze autoreggenti, perizoma e reggiseno nero. Prima di uscire indosso un soprabito, devo avere un aria importante da prof.
La scuola è molto bella, la classe è una sorpresa.
Dopo le presentazioni di rito desidero rendermi conto del livello dei ragazzi, inizio a porre delle domande.
Mentre sto procedendo, mi rendo conto che nel secondo banco alla mia destra c’è un ragazzo che non mi toglie gli occhi di dosso, anzi in verità guarda verso il lato scoperto della cattedra, guarda con insistenza le mie gambe.
Il mio sguardo segue il suo e vedo che dalla mia gonna spunta l’orlo delle calze autoreggenti.
Non ne conosco il motivo, ma questa scoperta mi turba, sento un’eccitazione pervadermi dentro, un calore che sale.
Il suo sguardo accende in me ricordi di un recente passato, il desiderio di assecondarlo è una conseguenza immediata. Mi muovo mentre pongo altre domande, la mia gonna sale ancora, vedo il suo sguardo accendersi, non riesce a staccare gli occhi dalle mie gambe.
Ben presto arrivo a lui, il suo nome è Paolo,la sua voce è calda e intrigante. Mi espone il suo pensiero in modo preciso, mi guarda negli occhi e io ne ricambio lo sguardo.
Passo oltre e mi sento sempre più eccitata, l’ora si avvia alla conclusione.
Al suono della campanella mi alzo diretta verso l’uscita.
Nell’alzarmi mi cadono alcuni fogli ,mi chino per prenderli e mi trovo le sue labbra a pochi centimetri del mio volto, il suo respiro caldo mi raggiunge, i suoi occhi scendono verso le mie gambe ed indugiano proprio al centro di esse.
Resto immobile, poi allargo leggermente le cosce per permettergli di guardare oltre.
Il suo volto cambia colore.
Decido che per oggi è abbastanza, mi alzo e ringraziandolo esco dall’aula. Sono eccitatissima sento le mie mutandine bagnarsi, il liquido fuoriesce da esse e cola lungo l'interno delle mie gambe, corro in bagno non ne posso più, entro chiudo la porta dietro di me, mi alzo la gonna, scosto lo slip ed inizio a toccarmi .
Quella che tocco è una vagina bagnata all’inverosimile, leggermente dischiusa per il desiderio del giovane studente.
Il mio dito scivola verso le grandi labbra e scompare al suo interno, sento un fremito che pervade tutto il mio corpo. Spingo leggermente e inizio la penetrazione con il dito indice, non posso trattenermi oltre e un suono sgorga dalle mie labbra
“ohhhhhhh” …. Inizio a ruotare il dito dentro di me, la mia fica risponde in maniera fantastica, il lento movimento mi manda su di giri ancora di più, la mia mano affonda sempre di più, anche il dito medio si unisce e tutti e due danno inizio a un lento movimento su e giù mandandomi ben presto in orbita …hummmmmm” inizio a gemere sempre più sommessamente, porto l’altra mano verso il basso e inizio a toccarmi.
Ora sento le mie dita dentro di me e l’altro mio dito sulle grandi labbra, il doppio movimento provoca in me una scossa di una intensità sconvolgente, a cui fa seguito un fremito che pervade tutto il mio corpo.
“siiiiii….che belloooooooooooooooooo……siiiiiiiiiiiiiii” urlo godendo come non mi accadeva da lungo tempo, io ci so fare ma sono sicura che quel ragazzo potrebbe essere più bravo.
Continua ….

lunedì 10 maggio 2010

Un giorno in bicicletta..... continua


Mi sento tutta strana ed eccitata. Sarà la primavera, sarà lui che mi piace tanto...
Sento una strana voglia pervadere il mio corpo. Lui continua a fissare tra le mie gambe,la vista del perizoma lo eccita fortemente. Improvvisamente scende dall'auto. Mi si avvicina. Non riesco più a nascondere il forte desiderio che ho di lui. Lui sembra capire ciò che sto provando. Mi si avvicina lentamente. La strada è abbastanza isolata anche se si intravede qualche passante di tanto in tanto. Sento il suo odore su di me. Lui incomincia a toccarmi. Alzo un pò il mio vestito per permettergli di farlo più agevolmente.
Le sue mani mi toccano, sfiorano la mia pelle che brucia ormai di una passione incontenibile.
Afferra il mio seno duro con la sua grande e forte mano, seno da cui si innalza duro e turgido il capezzolo.
Mi succhia i capezzoli, li morde dolcemente. Mi lascio trasportare da lui. Poi le sue mani si infilano sotto il mio vestito. Tocca il mio " fiore", l'oggetto del suo desiderio. Io non voglio non posso resistergli, sono pronta. Ho tanta voglia di lui. Lui mi dice: "Sei bellissima tesoro".
Le sue mani accarezzano il mio clitoride prima più delicatamente , poi con più forza. Lo stringe fra le sue dita.
Il suo sguardo seducente si incrocia con il mio voglioso e bramoso e mi sento sempre più una sua preda. Un brivido mi percorre la schiena.
Le sue labbra incontrano le mie. Mi bacia appassionatamente. Un bacio voluto, desiderato. La sua bocca si porta sulla mia pelle, scende fino ad arrivare alla mia femminilità più profonda, la lecca avidamente.
La sua saliva si mischia con il piacere che sgorga impetuosamente dentro di me. Sto arrivando all'orgasmo. Sento il piacere che sale piano piano, poi sempre più prepotentemente. Ma non voglio, non ancora. Voglio assaporare queste meravigliose sensazioni che si susseguono una dopo l'altra, sempre più incalzanti. Non so nemmeno il suo nome, ma questo non ha nessuna importanza.
Siamo desiderosi di donare gioia e godimento l'uno all'altra. Lui mi sussurra frasi dolci all'orecchio.
Mi fa scendere poi dalla bicicletta, la bicicletta abbandonata cade a terra. Lui mi fa poggiare con le mani sul cofano della sua auto. Poi passa dietro di me, sento il suo corpo che mi sfiora.
Mi allarga le gambe, lo assecondo.
La sua bocca prima scende lungo la mia schiena, insinua la lingua nel solco delle mie natiche. Le sue mani spostano il perizoma e la sua lingua continua a scendere. Sento il calore della sue labbra. Capisco cosa vuole fare e decido di aiutarlo. Allargo le gambe ed inarco il mio bacino pronto ad accoglierlo.
Abbasso la schiena - non mi sento sfrontata, ma sono tesa al raggiungimento del mio momento di gioia più intensa.
Ma non sono preparata a quello che sta per accadere. Sento la sua lingua, umida, dura, che raggiunge l'orlo delle mie grandi labbra. Questo momento di grande emozione sembra durare un tempo indefinito. In realtà è solo un attimo.
La sua lingua entra di me. La mia femminilità più segreta e nascosta è violata. Le spire del piacere si impadroniscono del mio corpo, da dentro di me si irradiano verso il mio cervello, raggiungono il mio cuore.
Mai avrei pensato che una simile emozione potesse esistere. Sono attimi stupendi, indimenticabili. Il piacere intenso che mi pervade tutta non mi permette di sostenermi. Le forze mi abbandonano, le mie gambe cedono, le mie braccia sono senza forze.
Il mio corpo si abbandona sull'auto. Non rammento momenti più dolci e più belli di questo. Sono completamente alla sua mercè.
La sua lingua continua a lappare la mia fonte del piacere. La mia sensibilità si ridesta.
La mia mente anela di nuovo provare l'emozione di poc'anzi. Ora desidero una sola cosa. Sentire lui dentro di me, ma non oso chiederlo.
Sento che la sua bocca si allontana ,lui si alza. Il momento tanto agognato sta per arrivare.
Sento le sue mani che armeggiano con la cintola dei pantaloni, la cerniera che scende. Percepisco le sue mani sui miei glutei, la presa diventa sempre più forte, mi attira a sè, poi le sue mani si spostano sui miei fianchi. Ormai posso sentire il calore del suo pene, eccolo sta per entrare...
E' un momento stupendo, il suo glande è dentro di me, lentamente si fa strada.
Faccio dei leggeri movimenti per favorire il suo ingresso. E' dentro finalmente.
I nostri corpi sono uniti.
Lui ha un movimento armonico, avanti ed indietro. Lo sento sempre più dentro di me. Il mio cuore ormai è pronto, il piacere è intenso, non desidero altro che godere con lui. Il momento tanto atteso arriva e mi sommerge tutta.
Il piacere è così intenso che non ho la forza di staccarmi da lui. Lui è dentro di me e non riesce a muoversi.... sento le sue mani che risalgono lungo il mio corpo, raggiungono le mie spalle, scendono lungo le mie braccia e le nostra dita si intrecciano. Sento il suo respiro su di me, la sua voce calda mormora: "Ciao, mi chiamo Andrea". Una voce, profonda, sensuale.
Rimango sorpresa dall'intensità della sua voce, ma ancora di più lo sono dal fatto di aver assaporato un immenso piacere da un uomo di cui non conoscevo neanche il nome.

sabato 8 maggio 2010

Un giorno in bicicletta...


Adoro andare in bicicletta. Mi piace sentire l'aria primaverile che mi attraversa i vestiti, il sole che illumina il mio volto mentre i miei piedi pedalano prima lentamente e poi più velocemente. A volte esco anche nel tardo pomeriggio in bicicletta.
Quel giorno avevo voglia di rilassarmi un pò. Avevo litigato con la mia più cara amica per motivi banali ed avevo bisogno di non pensare a nulla. Ero irritata , delusa.
Presi la mia bicicletta quasi al tramonto e cominciai a pedalare.Volevo restare sola, presa dai miei pensieri. Mi inoltrai in una strada di campagna un pò isolata. Dopo qualche minuto però un' auto mi si affiancò.
Un uomo mi chiese un'indicazione.
Un pretesto ovvio, banale,ma sempre utile per agganciare una donna. " Scusi , sa dove si trova via della Repubblica?"
Pensai : " Ecco l'ennesimo pappagallo che ci prova." Non mi fermai, continuai a pedalare. L'uomo mi seguì lentamente con l'auto, pazientemente. Sulla quarantina, un pò sfrontato ma elegante e di classe.
Il tipo sfoderava il suo migliore sorriso . Il suo sguardo dapprima si fissò sui miei occhi, poi lentamente scese giù. Probabilmente era stato attirato dal mio abbigliamento un pò inusuale per una passeggiata in bicicletta.
Indossavo una camicetta blue traforata, stretta che aderiva perfettamente al mio corpo.
La camicetta toccava e fasciava i miei due seni come due mani rudi e forti, ma nello stesso tempo avvolgenti. Simile a due mani passionali che ti toccano il seno quando fai sesso, che ti stringono i capezzoli, vogliose, morbose....
Un capezzolo fuoriusciva prepotentemente dal reggiseno e dal traforato. Un capezzolo grande, turgido, ribelle che non voleva restare imprigionato.
Si intravedevano in trasparenza anche i miei due seni, avvolti a malapena da un reggiseno di pizzo rosso, di quarta misura che avevo comprato tempo fa e che adesso sembrava troppo piccolo per contenerli. Mi piace il colore rosso.
E' il colore della passione travolgente, della sensualità estrema.
Una minigonna nera copriva a malapena la mie gambe. Mi piacciono le mini, esaltano la femminilità di una donna. Lo sguardo del tizio si era fermato sulle mie gambe lunghe ed affusolate. Mi accorsi che la minigonna lasciava intravedere la balza di pizzo delle mie calze autoreggenti.
Sfrontatamente mi disse: " Sa che lei ha belle gambe"? Pensai di lui: " Che originale che sei, il solito complimento."
Mi fermai.
Si fermò anche lui ,attento a non intralciare il traffico con la sua grande ed elegante auto. l'uomo aveva occhi scuri penetranti, ammalianti, labbra invitanti, seducenti. Lo sfidai attraverso lo sguardo. Pensai: " Adesso fammi vedere cosa sai fare". Lui sembrò raccogliere la sfida.
Il suo sguardo che percorreva il mio corpo cercò di andare oltre ciò che si vedeva dai miei vestiti, sembrava penetrare attraverso la mia gonna, osservava insistentemente le mie gambe sexy semiaperte sulla bicicletta, cercando di intravedere altro, preso quasi da una curiosità morbosa.
Mi accorsi che i suoi occhi in quel momento erano fissi tra le mie gambe. Stava fissando con entusiasmo il mio perizoma rosso trasparente che in quella posizione era abbastanza visibile....

venerdì 7 maggio 2010

Money, money, money


Quando ero giovane credevo che la cosa più importante della vita fosse il denaro, ora che sono vecchio so che è vero.
[Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde (1854 - 1900) Scrittore e poeta irlandese]

Il video di Kylie Minogue per la lingerie erotica di A. Provocateur.

Fantastica Kylie e fantastica lingerie erotica di classe.

mercoledì 5 maggio 2010

Video pubblicitario della mia lingerie preferita

Per chi volesse farmi un regalo adesso sa quale tipo di lingerie amo indossare.

Sexy video musicale

Aforisma del giorno


Non condannate la masturbazione. È fare del sesso con qualcuno che stimate veramente.
(Woody Allen)

lunedì 3 maggio 2010

Incontro erotico al mare.. continua


Ho voglia di fare sesso in quella cabina stretta ed angusta.... Lei è un pò dubbiosa, incerta, io cerco di stimolarla. La moglie di Filippo si chiama Elettra, un nome misterioso ed enigmatico come lei.
Il marito le lancia uno sguardo di complicità. Io mi sento preda di quel gioco , non so cosa succederà dopo, ma mi sento come un fuoco dentro.
Giocano un gioco un pò perverso, ma eccitante.
Simulano un gioco erotico violento, quasi un'aggressione. MI piace quel gioco, mi piace anche essere presa con la violenza durante il gioco.
Ad un certo punto Filippo estrae dalla sua tasca una corda spessa. Mi lega le mani ed i piedi. Sono sempre appoggiata al muro della cabina, è caldo...Non riesco più a fare nessun movimento.
IL mio sguardo incontra quello di Filippo, lui mi rassicura e mi dice: " Sammy, sei molto eccitante e sexy in questo modo". Mi sussurra poi nell'orecchio parole un pò perverse e poco eleganti, ma sempre di effetto , parole che lo fanno sentire bene , consapevole della sua virilità di uomo latino.
Mi sfilano le mutandine lentamente, mi tolgono il reggiseno. La mia fica è già pronta ad essere usata. Bagnata come l'acqua del mare.
La donna mi lecca il clito e lo stimola per farmi venire. E' un pò impacciata all'inizio, poi si scioglie.Il marito spoglia anche lei e comincia a penetrarla lentamente, poi più velocemente. Io assisto alla scena.Sono ancora legata mani e piedi. Ansima, si eccita ma non viene.
Lui poi si volge verso di me e comincia a penetrare me. Ho ancora un pò di ciclo mestruale e lui si sporca un pò.
Si pulisce e poi riprende. Mi penetra davanti, poi mi mi giro. Ho voglia di sentirlo anche un pò dietro. Inarco il culetto pronto ad accoglierlo. Lui mi dà dei colpetti decisi, gli piace farlo così. I suoi occhi sono compiaciuti.
La moglie assiste alla scena, non è convinta, ma lo asseconda. Filippo mi fa girare di nuovo , mi penetra ancora davanti. Inarco la schiena per farlo venire, ecco che viene..... Un istante prima di venire lo estrae... Vuole vederlo schizzare evidentemente. Il suo liquido fuoriesce caldo, schizza sul mio vestito e sul mio volto. Lo lecco, mi piace. La moglie è sempre lì . Filippo mi scioglie, ma lei non è soddisfatta. Io non ho fatto in tempo a venire. Filippo era troppo eccitato, non era riuscito a trattenersi a lungo. Mi dice: " Sai Sammy, mi sento come un ragazzino diciottenne alla sua prima esperienza di sesso". Evidentemente si erano risvegliati in lui emozioni e senzazioni sopite negli anni di matrimonio, anni forse troppo lunghi e monotoni.
Elettra mi guardava vogliosa, eccitata. Aveva partecipato relativamente , ma mi sembrava che volesse altro. Mi prese da parte e incominciò a toccarmi. IL marito le fece un cenno , voleva andarsene. Lei invece continuava a toccarmi e si spingeva verso di me.
Poi mi prese per mano ed andammo insieme sulla riva del mare. Mi sussurra dolcemente all'orecchio: " Sei tu quella che voglio, Sammy".
Lei mi spinge sulla battigia, si stende sopra di me. Sento la sua fica su di me, calda, vogliosa, le sue mani dappertutto..... Si sta facendo sera, il sole si specchia nel mare al tramonto. Filippo si è allontanato, ci osserva perplesso seduto su uno scoglio....

domenica 2 maggio 2010

Un incontro erotico al mare


Adoro il mare. Mi piace il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, la spiaggia al tramonto in primavera, la sensazione di erotismo che ne sprigiona dall'acqua salata e pulita di alcune coste sull'Adriatico.
Filippo e' un uomo sposato, 50 anni , con un matrimonio sul viale del tramonto. Tre figli, una moglie annoiata con molti problemi. Un uomo elegante, non volgare, di classe. Lui, nonostante tutto, ha ancora dentro di sè la voglia di trasgredire.
La trasgressione ti fa sentire vivo, è un fuoco che si sprigiona dentro, incontrollabile. Lo incontro per caso in una giornata di primavera. C'è poca gente sulla spiaggia. Lui è solo, sta sorseggiando un tè al bar , io aspetto il mio compagno.
Indosso un vestito primaverile di tulle colorato, molto scampanato, di quelli che per scopare basta solo alzarlo ed è fatta. Sotto un completo intimo di pizzo, con perizoma e reggiseno rosso,il colore della passione.
Mi piace, lui ha uno sguardo furbo, malizioso ed intrigante.
Aspetto il mio uomo da dieci minuti. Una telefonata mi fa sobbalzare, è lui al telefono: " Sammy, perdonami, ma sono al lavoro ancora. Non posso più venire."
Sono irritata, ma incontro lo sguardo di Filippo e tutto passa. Gli sorrido e lui si avvicina.
Si presenta e mi porge la mano. La sua mano è calda, tipica di un uomo passionale. Mi offre un aperitivo e cominciamo a parlare. Lui mi intriga,io comincio a sedurlo. Dopo un pò infilo le mie gambe sotto al tavolino , nel cavallo dei suoi pantaloni e comincio a strofinarlo per bene.
Lui prima si stupisce, poi vedo che il gioco gli piace. Mentre parliamo del più e del meno, le mie gambe sono sempre più insistenti esternamente il suo pantalone. Premono insistentemente, forzano, entrano nella sua intimità.
Sento il suo membro indurirsi piano piano, sento la sua eccitazione salire sempre di più. Lui capisce cosa voglio e mi invita ad una passeggiata. Ho voglia di toccarlo, di sentirlo.
Passeggiamo per un pò lungo la riva. Lui voglioso incomincia a toccarmi ad un certo punto. Non resiste più.
Non c'è gente. Solo alcuni bambini che giocano al calcio, ma a lui non importa più di tanto. Infila le sue mani dentro il mio seno. Il mio seno è turgido, eccitato.
Ho una quarta misura abbondante ,ma in quel momento è quasi una quinta, un seno gonfio dall'eccitazione e dal ciclo mestruale.
Filippo lo stringe preso dalla forte passione del momento e succhia i capezzoli turgidi e duri.
C'è una sedia a sdraio abbandonata sulla spiaggia. Ci sediamo. Io sono sopra di lui. Filippo infila il suo pene in mezzo al mio seno. Io lo faccio scivolare su e giù, un movimento stimolante e invitante.
Incontro il suo sguardo, mentre sono intenta a soddisfare le sue voglie. E' un uomo a cui i giochi erotici piacciono molto, lo sento da come mi fa condurre il gioco.
Il suo respiro diventa un ansimare. Mi dice : Sai Sammy, credimi mi fai impazzire, adoro giocare in questo modo".
Ad un certo punto arriva una donna. Mi sento un pò imbarazzata. Io e Filippo siamo mezzi nudi.
Filippo la saluta cordialmente e la invita a stare con noi. E' la moglie di Filippo,da quanto intuisco, una donna affascinante e seducente. Più giovane di lui, sulla quarantina circa.
C'è una fila di cabine in fondo alla spiaggia, sono aperte.
Meglio andare lì, i bambini, vedendoci mezzi nudi incominciavano a guardarci, incuriositi e morbosi.
Entriamo tutti e tre nella cabina. La cabina è piccola, ma a noi basta. Mi spingono contro il muro. Sento il loro odore, il loro respiro eccitato. Mi piace la sensazione di quel momento. Mi sento una gattina in calore.
Filippo vuole usarmi per ravvivare il suo rapporto di coppia probabilmente, ma mi piace lo stesso.
Mi eccita e mi intriga la situazione. Mi sento quasi una consulente di coppia. Sam. B. Continua.....